I migliori proverbi famosi e detti popolari

Il proverbio (dal latino proverbium) è una massima frutto dell’esperienza comune, esso esprime norme, giudizi, dettami o consigli, nella maggior parte dei casi in metafora e in rima.

I proverbi o anche detti popolari o detti antichi, generalmente si fondano su una verità o quello che la gente, comunemente, ritiene sia vero: si dice infatti che i proverbi sono frutto della saggezza popolare o della cosiddetta “filosofia popolare” o spontanea, ma c’è chi sostiene che non siano altro che la versione codificata di luoghi comuni o del senso comune.

Non a caso molti detti italiani li ritroviamo anche in altre lingue, come ad esempio i famosi proverbi cinesi.

Vista la loro importanza, i proverbi sono oggetto di studio in quanto fanno parte del patrimonio culturale di ogni popolo essendo testimonianza di epoche passate.

In questo articolo abbiamo raccolto i proverbi più famosi derivanti dalla saggezza popolare di tutto il mondo, ovviamente troverete i proverbi italiani, proverbi napoletani,  proverbi siciliani, proverbi cinesi, proverbi latini e tanto altro ancora.

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Proverbi famosi e detti popolari

Proverbi famosi

Proverbi italiani

Iniziamo con una carrellata dei detti popolari e proverbi italiani più famosi, questi vanno dai proverbi più comuni, quelli che si sentono declamare, da giovani e meno giovani, ogni giorno a quelli quasi sconosciuti ma che non hanno nulla da invidiare ai primi.

I proverbi italiani sono raccolti rigorosamente in ordine alfabetico, tra questi sono presenti anche alcune “immagini proverbi “:

A buon intenditor, poche parole.

A carnevale ogni scherzo vale.

A casa sua ognuno è re.

A caval donato non si guarda in bocca.

Acqua di giugno rovina il mugnaio

Acqua passata non macina più.

A far la barba si sta bene un giorno, a prender moglie si sta bene un mese, ad ammazzare il maiale si sta bene un anno.

A lavar la testa all’asino ci rimetti il ranno e il sapone.

A lingua doppia non s’ha da credere.

Al cuor non si comanda.

Al villano se gli dai un dito si prende tutta la mano.

A mali estremi estremi rimedi.

Ambasciator non porta pena.

A Natale con i tuoi, a Pasqua con chi vuoi.

Anno bisesto anno funesto. (L’anno in cui Febbraio è di 29 giorni)

Anno nuovo, vita nuova.

A ogni santo la sua festa.

A pagare e a morire c’è sempre tempo.

A pensar male c’è sempre tempo.

Aprile dolce dormire.

Arriva marzo pazzerello: esce il sole e prendi l’ombrello!

A San Martino ogni mosto si fa vino.

Bacco, Tabacco e Venere, riducon l’uomo in cenere.

Batti il ferro finché è caldo.

Buon sangue non mente.

 Proverbi famosi

Campa cavallo che l’erba cresce.

Can che abbaia non morde.

Carta canta e villano dorme.

Chi ben comincia è alla metà dell’opera.

Chi dice donna, dice danno.

Chi di spada ferisce, di spada perisce.

Chi di speranza campa, disperato muore.

Chi disprezza, compra.

Chi dorme non piglia pesci.

Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.

Chi ha tempo non aspetti tempo.

Chi la dura, la vince.

Chi la fa l’aspetti.

Chi lascia la via vecchia per quella nuova, sa quel che lascia ma non quel che trova.

Chi nasce dalla gatta piglia i topi.

Chi nasce tondo non può morir quadrato.

Chi non intende la propria scrittura è un asino di natura.

Chi non muore si rivede.

Chi non risica non rosica.

Chi non sa fare, non sa comandare.

Chi parla poco, dice tanto.

Chiodo scaccia chiodo.

Detti popolari

Chi rompe paga e i cocci sono i suoi.

Chi ruba poco va in galera, chi ruba tanto fa carriera.

Chi sa fa e chi non sa insegna.

Chi semina vento raccoglie tempesta.

Chi si contenta gode.

Chi si fa i fatti suoi, campa cent’anni.

Chi si loda si sbroda.

Chi si somiglia, si piglia.

Chi t’accarezza più dell’usato, o t’inganna o ti ha già ingannato.

Chi tace acconsente.

Chi tardi arriva, male alloggia.

Chi troppo la tira la spezza.

Chi troppo vuole, nulla stringe.

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare.

Chi va piano va sano e va lontano.

Cielo a pecorelle, pioggia a catinelle.

Col fuoco, con la donna e con il mare, c’è poco da scherzare.

Con i se e con i ma la storia non si fa.

Con le buone maniere si ottiene tutto.

Cresci figli e cresci porci.

Cuor contento il ciel l’aiuta.

Da cosa nasce cosa.

Detto antico

Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io.

D’aprile ogni gocciola un barile (la pioggia d’aprile è utilissima alle viti)

D’aprile non ti scoprire

Del senno di poi, sono piene le fosse.

Di buone intenzioni è lastricato l’inferno.

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.

Dio, se chiude una porta, apre un portone.

Donna al volante, pericolo costante.

Dove c’è gusto, non c’è perdenza.

È meglio ricordare due volte, che dimenticar una.

Errare è umano, perseverare è diabolico.

Fa’ il bene e scordati, fa’ il male e pensaci.

Fidarsi è bene non fidarsi è meglio.

Finché c’è vita, c’è speranza.

Fra i due litiganti il terzo gode.

Gallina che canta ha fatto l’uovo.

Gallina che non becca ha già beccato.

Gallina vecchia fa buon brodo.

Gente allegra, il ciel l’aiuta.

Gira gira, la freccia cade addosso a chi la tira.

Giugno ventoso, porta presto il grano sull’aia

Gobba a ponente luna crescente, gobba a levante luna calante.

I fatti della pentola li sa il coperchio.

Il buon giorno si vede dal mattino.

Proverbio italiano

Il cane morde lo straccione.

Il contadino ha scarpe grosse e cervello fino.

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

Il mattino ha l’oro in bocca.

Il mondo è fatto a scale, c’è chi scende e c’è chi sale.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Il peggior sordo è quello che non vuole sentire.

Il ricordarsi del male raddoppia il bene.

Il riso abbonda sulla bocca degli stolti.

Il satollo non crede all’affamato.

Il silenzio è d’oro.

Il troppo stroppia.

Impara l’arte e mettila da parte.

In amore e in guerra tutto è lecito.

In casa del diavolo non parlar di acqua santa.

In giugno, in bene o in male, c’è sempre un temporale.

I panni sporchi si lavano in famiglia.

I pifferi di montagna andarono per suonar e furono suonati.

L’abito non fa il monaco.

La bugia ha le gambe corte.

La donna ne sa più del diavolo.

La farina del diavolo va tutta in crusca.

Modi di dire

La fretta è cattiva consigliera.

La gatta frettolosa fece i mici ciechi

La goccia scava la pietra.

La legge non ammette ignoranza.

La lingua batte dove il dente duole

La miglior vendetta è il perdono.

L’amore e la tosse non si possono nascondere.

La necessità aguzza l’ingegno.

La notte porta consiglio.

La parola è d’argento, il silenzio è d’oro.

La pazienza se a piedi partirà in carrozza tornerà.

L’apparenza inganna.

L’appetito vien mangiando.

La speranza è l’ultima a morire.

La superbia andò a cavallo e tornò a piedi.

La volpe che non arriva al lardo dice che è rancido. (Quando la volpe non arriva all’uva dice che è acerba)

L’erba cattiva non muore mai.

L’erba del vicino è sempre più verde.

L’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re. (significa : Non tutto ciò che si vuole si può ottenere.)

L’occasione fa l’uomo ladro.

Proverbio molto famoso

L’occhio del padrone ingrassa il cavallo.

L’occhio è lo specchio dell’anima.

Lontano dagli occhi lontano dal cuore.

L’ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza.

L’ozio è il padre dei vizi.

Mal comune, mezzo gaudio.

Meglio tardi che mai.

Meglio un asino vivo che un dottore morto.

Meglio soli che male accompagnati.

Morto un Papa se ne fa un altro.

Ne ammazza più la parola che la spada.

Né di Venere (venerdì) né di Marte (Martedì), non si sposa non si parte, né si dà principio all’arte.

Nella botte piccola c’è il vino buono.

Non c’è due senza tre.

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Non dire quattro se non l’hai nel sacco.

Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace.

Non è ricco chi possiede ma chi meno ha bisogno.

Non è tutt’oro quello che riluce.

Non parlar di corda in casa dell’impiccato.

Non puoi avere botte piena e moglie ubriaca.

Antico proverbio

Non tutti i mali vengono per nuocere.

Occhio per occhio, dente per dente.

Occhio non vede, cuore non duole.

Ogni lasciata è persa.

Ogni medaglia ha il suo rovescio.

Ogni promessa è debito.

Ognuno è fabbro della sua fortuna.

Paese che vai usanza che trovi.

Passato il Santo, passata la festa.

Patti chiari, amicizia lunga.

Più scuro di mezzanotte non può fare

Primo d’agosto, capo d’inverno. 

Quando il diavolo ti accarezza, vuole l’anima.

Quando il gatto non c’è i topi ballano.

Quando la nave affonda, i topi scappano.

Quando la pera è matura, cade da sola.

Quando sono troppi i galli a cantare, non si fa mai giorno. (Troppi galli non fanno mattino)

Ride bene chi ride ultimo.

Rispetta il cane per il padrone.

Rosso di sera bel tempo si spera.

Proverbio amore

Sacco vuoto non sta in piedi.

Sbagliando s’impara.

Se a febbraio vedi gli uccelli grassi, aspettati un freddo che spacca i sassi.

Se ai sessanta sei vicino, lascia le donne e scegli il vino.

Se dai a un uomo un pesce lo nutri per un giorno, se gli insegni a pescare lo nutri per il resto dei suoi giorni.

Se cucini con calma, il gusto ci guadagna.

Se non è zuppa è pan bagnato.

Se son rose fioriranno, se son spine pungeranno.

Senza soldi non si cantano messe.

Si dice il peccato, non il peccatore.

Sposa bagnata, sposa fortunata.

Tanto la va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Tra moglie e marito non mettere il dito.

Uccello in gabbia non canta per amor, canta per rabbia.

Una mamma cresce 100 figli. 100 figli non crescono una mamma.

Una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso.

Una mela al giorno leva il medico di torno.

Una rondine non fa primavera.

Un bel gioco dura poco.

Uomo avvisato, mezzo salvato.

Va con chi è meglio di te e pagagli le spese.

Vede più una buona madre con un occhio, che il padre con dieci.

Voce di popolo, voce di Dio.

Volto di miele, bocca di fiele.

Zotici e villani discuton con le mani.

Proverbi napoletani

proverbi napoletani

La nostra carrellata di proverbi continua con i proverbi napoletani più famosi, questi vanno dai proverbi più comuni, quelli che si sentono declamare, da giovani e meno giovani, ogni giorno a quelli quasi sconosciuti ma che non hanno nulla da invidiare ai primi.

I proverbi napoletani sono raccolti rigorosamente in ordine alfabetico, tra questi sono presenti anche alcune “immagini proverbi “:

A ccavàllo jastemmàto le lùce ‘o pilo. (Al cavallo bestemmiato splende il pelo.) 

Significato: A volte, paradossalmente, il maulaugurio produce l’effetto opposto.

A chiàgnere nu muorto so’ làcreme perze. (Le lacrime versate per piangere un morto sono lacrime perse.)

Significato: Le lacrime non possono richiamare in vita chi è morto. Non serve a nulla disperarsi se non c’è rimedio.

A cicala canta, canta e po’ schiàtta. (La cicala canta, canta e poi muore.)
Significato: Il lieto vivere senza darsi pensiero del domani si sconta duramente.

‘A córa è ‘a pèggio a scurtecà. (La coda è la parte più difficile da scorticare.) 
Significato: La cosa più difficile è portare a compimento, ultimare un progetto.

‘A femmena ciarliera è ‘na mala mugliera. (La donna chiacchierona è una cattiva moglie.)

‘A femmena è cumme ‘a campana: si nun ‘a scutuleie nun sona. (La donna è come la campana: se non la scuoti non suona.)
Significato: I sentimenti, l’amore ed il desiderio in una donna vanno sollecitati, destati se si vuole ottenere una risposta.

‘A femmena senza pietto è ‘nu stipo senza piatte. (Una donna senza seno è come una credenza senza piatti.)

‘A meglia parola è chella ca nun se dice. (La migliore parola è quella che non si dice.)
Significato: È sempre più prudente tacere che correre il rischio di parlare incautamente, avventatamente.

A ‘o mumento d’ ‘o besuogno ‘e meglio amice so’ ‘e denare.  (Nel momento del bisogno i migliori amici sono i soldi.)

‘A vita è comme ‘a scala do vallenaro: è corta e chiena ‘e merda. (La vita è come la scala del pollaio: è breve e piena di merda.)

Add’amice e add’ ‘e pariente nun ce’ accatta’ e nun ce vennere niente. (Da amici e da parenti non comprare e non vendere niente.)

Addò c’è gusto, nun c’è perdenza. (Dove c’è gusto non c’è perdita.)
Significato: Non contano spese o sacrifici, se una cosa è stata fatta con piacere.

Aje voglia ‘e mettere rumma, ‘nu strunzo n’addiventa maje babà. (Hai voglia di versare rum, uno stronzo non diventa mai un babà.)
Significato: Si può camuffare, “confezionare”, ornare, truccare un idiota come si vuole, l’idiozia non ne verrà neppure scalfita. Malgrado tutti gli sforzi prodigati un idiota resta un idiota, sempre identico, sempre riconoscibile.

Astipa ca truove. (Conserva che trovi.)

Chello, che cchiù se nega cchiù allumma appetito. (Ciò che più si nega, più accende la brama.)

Chello che non se fa non se sape. (Quello che non si fa non si sa.)
Significato: E solamente quello, perché ,viceversa, tutto quello che si fa prima o poi si viene a sapere.

Chi chiagne fotte a chi rire. (Chi piange “la spunta” su chi ride.)
Significato: Ottiene molto di più chi si lamenta continuamente di chi si accontenta.

Chi guverna ‘a rrobba ‘e ll’ate, nun se cocca senza magnà! (Chi amministra i beni degli altri, non si corica digiuno!)

Proverbio napoletano

Chi se cocca cu’ ‘e criature se sose ‘nfuso. (Chi dorme coi bambini si risveglia bagnato.)
Significato: Lo spiacevole risveglio di chi ha dato fiducia a chi non lo meritava.

Chi se ntrica resta ntricato. (Chi s’immischia resta invischiato.)

Chi te sape t’arape. (Chi ti conosce ti apre.)
Significato: Spesso chi commette un furto in casa conosce molto bene la vittima e le sue abitudini.

Chi te vò bene te fa chiagnere. (Chi ti vuole bene ti fa piangere.)
Significato: Chi ti vuole bene davvero non ti abbandona a te stesso compiacendoti ad ogni costo, ma, quando è necessario, ti punisce, ti dice le dure verità che preferiresti non ascoltare, che ti fanno soffrire ma che devi vedere per correggerti;
oppure
Voler bene rende vulnerabili e a volte accade che proprio chi ricambia il nostro amore ci procuri la più cocente delusione e il più grande dolore.

Chi va pe’ chisti mari chisti pisci piglia. (Chi va per questi mari questi pesci prende.)
Significato: È scontato che scelte, decisioni rischiose possono comportare conseguenze spiacevoli che non devono né sorprendere né rammaricare.

Chisto è ‘o munno: chi naveca e chi va a funno. (Questo è il mondo: chi naviga e chi va a fondo.)

Chi tròppo vo’ magnà s’affòca. (Chi è troppo avido nel mangiare si strozza.)

Da la mattina se conosce lo male juorno. (Il cattivo giorno si conosce dal mattino.)
Significato: Il principio, l’inizio fa presagire il seguito e l’esito.

Dicette ‘o pappice â noce: Damme tiempo ca te spertoso. (Disse il tonchio alla noce: dammi tempo che ti buco.)

Dio è lungariéllo, ma nun è scurdariéllo. (Dio è lento ad intervenire, ma non è smemorato.)

Doje femmene e ‘na papara faceno ‘no mercato. (Due donne e un’oca fanno un mercato.)
Significato: Due donne appena ed un’oca bastano per fare un chiasso paragonabile a quello un mercato.

‘E denare fanno veni’ a vist’ê cecate. (I soldi fanno venire (ritrovare) la vista ai ciechi.)

‘E pariente so’ comm’ ‘e scarpe, cchiù so’ estritte e cchiù te fanno male. (I parenti sono come le scarpe, più son stretti e più ti fanno male.)

Femmene ‘e chiesa, diavule ‘e casa. (Donne di chiesa, diavole a casa.)

Guallere e denare niscuno sape si ne tene. (Ernie e soldi, nessuno sa chi ce l’ha.)

Int’â vocca chiusa nun tràseno mosche. (Nella bocca chiusa non entrano mosche.)
Significato: È meglio tacere che dire sciocchezze.

L’accasione è scala p’ ‘a forca. (L’occasione (di commettere un crimine) è scala per la forca.)

L’amico è comme ‘o ‘mbrello, quanno chiove nun ‘o truove maje. (L’amico è come l’ombrello, quando piove non lo trovi mai.)

L’ammore fa passà ‘o tiempo e ‘o tiempo fa passà l’ammore. (L’amore fa passare il tempo e il tempo fa passare l’amore.)

La femmena tene li 7 spirete comm’a la gatta. (La donna ha i sette spiriti come la gatta.)

Detto napoletano

Lo voje chiamma cornuto a ll’aseno. (Il bue chiama cornuto l’asino.)
Significato: Ognuno vede e critica nell’altro i difetti propri.

Meglio ave’ a ‘cche fa cu’ ‘nu male pavatore ca cu ‘cchi nun capisce. (Meglio aver a che fare con un cattivo pagatore che con chi non capisce.)
Significato: La stupidità supera qualsiasi difetto ed è sempre temibile perché non si può mai prevedere ciò che potrebbe mettere in atto.

Meglio nu ciuccio vivo, ca nu duttore muorto. (Meglio un asino vivo, che un dottore morto.)
Significato: Si diceva di studenti che per l’eccessivo impegno impallidivano e deperivano.

Meglio sulo, che male accompagnato. (Meglio solo che in cattiva compagnia.)

Mercante falluto n’abbada a nteresse. (Mercante fallito non bada ad interesse.)
Significato: Non si fa troppi scrupoli sui mezzi da impiegare per salvarsi.

Napulitane: larghe ‘e vocca e stritte ‘e mane. (Napoletani: larghi di bocca e stretti di mano.)
Significato: I napoletani sono generosi soltanto a parole.

Nce ponno cchiù ll’uocchie ca le scuppettate. (È più potente il malocchio che le fucilate.)

No sputare ncielo, ca nfaccia te torna. (Non sputare in cielo, che in faccia ti torna.)
Significato: Non offendere persone o cose degne di rispetto, di venerazione, perché l’onta e la punizione ricadranno su di te.

‘O cummanna’ è meglio d’ ‘o fottere. (Comandare è meglio che copulare.)

‘O parla’ chiaro è fatto pe ‘ll’amice. (Il parlar chiaro è fatto per gli amici.)
Significato: Gli amici devono parlarsi con sincerità.

‘O pesce fete d’ ‘a capa. (Il pesce puzza (a cominciare) dalla testa.)
Significato: La responsabilità di ciò che non va bene ricade innanzitutto sull’incapacità, la disonestà di chi comanda.

‘O purpo se còce cu ‘ll’acqua soja. (Il polipo su cuoce con la sua (stessa) acqua.)
Significato: Si impara a proprie spese.

O sàzio nun crére a ‘o diùno. (Chi è sazio non crede al digiuno.)

‘O tiémpo è ggalantòmmo. (Il tempo è galantuomo.)
Significato: Il tempo dissipa la cortina di menzogne che offusca la verità e rende così giustizia.

Ogne bella scarpa addeventa scarpone. (Ogni bella scarpa diventa scarpone.)
Significato: La bellezza e lo splendore della gioventù non durano per sempre, il tempo a poco a poco li attenuerà fino a esaurirli.

Ogne capa è ‘nu tribbunale. (Ogni testa è un tribunale.)
Significato: Ognuno valuta e di giudica secondo i suoi personali criteri.

Ògne scarrafóne è bbèllo ‘a màmma sóia. (Ogni scarafaggio è bello per la propria madre.)

Proverbio parenti

Pazze e piccerille Dio l’ajuta. (Pazzi e bambini Dio li aiuta.)

Pe’ fa’ ambressa ‘a gatta facette ‘e figlie cecate. (Per fare in fretta la gatta fece (partorì) i figli ciechi.)
Significato: Ciò che viene deciso o fatto in fretta non può riuscire bene.

Quanno cchiù arrevuòte ‘a munnèzza, cchiù puzza. (Quanto più rivolti la spazzatura, più puzza.)
Significato: Più si va a fondo in una affare losco, più si scoprono azioni riprovevoli, illecite non di rado compiute da chi sembra al di sopra di ogni sospetto.

Quanno si ncunia statte, e quanno si martiello vatte. (Quando sei incudine sopporta, e quando sei martello batti.)

Senza renàre nun se càntano mésse. (Senza denaro non si cantano messe.)
Significato: Nulla si ottiene senza denaro.

Si ‘a fatica fosse bona, ‘e priévete faticassero! (Se il duro lavoro fosse una buona cosa, i preti (che in tutto scelgono il meglio) lavorerebbero!)

T’aggia’mpara’ e t’aggia perdere. (Ti devo insegnare e poi ti devo perdere.)
Significato: Il destino del maestro è di perdere il discepolo al quale non ha più nulla da insegnare, perché quello è anche il momento di recidere il legame fusionale che li univa affinché chi ha appreso continui da solo lungo la sua strada.

Tutto ‘o lassato è perduto. (Tutto il lasciato è perso.)
Significato: Bisogna sempre accettare e godere ciò che di buono può offrire la vita, perché ciò che ci si è perso è perso per sempre.

Uócchio ca nu’ vvére, còre ca ‘nu ddesìdera. (Occhio che non vede, cuore che non desidera.)

Vide Napole, e po muore. (Vedi Napoli, e poi muori.)
Significato: Non si può prendere congedo dalla vita senza aver visto Napoli.

Proverbi siciliani

Proverbi siciliani

La nostra carrellata di proverbi continua con i proverbi siciliani  più famosi, questi vanno dai proverbi più comuni, quelli che si sentono declamare, da giovani e meno giovani, ogni giorno a quelli quasi sconosciuti ma che non hanno nulla da invidiare ai primi.

I proverbi siciliani sono raccolti in ordine sparso, tra questi sono presenti anche alcune “immagini proverbi “:

Aceddu `nta la aggia non canta p`amuri, ma pi raggia. (L’uccello in gabbia non canta per amore, ma per rabbia)

‘A megghiu parola è chidda ca ‘un si dici. (La miglior parola è quella che non si dice)

Cu’ s’ammuccia soccu fa, è signu chi mali fa. (Chi nasconde quel che fa, vuol dire che male fa)

Acqua, cunsigghiu e sali a cu n`addumanna `n ci nni dari. (Acqua, consiglio e sale non darne a chi non te ne chiede.

Geniu fa biddizza. (Intelligenza fa bellezza)

U megghiu beni è lu menu mali. (Il male minore, questo è il miglior bene)

La bona mugghieri è la prima ricchizza di la casa. (La buona moglie è la prima ricchezza della casa)

Lu gilusu mori curnutu. (Il geloso muore cornuto)

A fissaziuni jè peggiu da malatìa. (La fissazione è peggio della malattia)

È bona donna, donna chi nun parra. (Una buona moglie è quella che parla poco)

Donne e cavaddi, pigghiali di li vicini. (Donne e cavalli, prendili dai vicini)

Megghiu muriri chi mali campari. (Meglio morire che vivere male)

Sciarri di maritu e mugghieri, durano finu a lu lettu. (Le liti tra marito e moglie finiscono sempre a letto)

A vita iè comu a scala do puddaru: iè cutta e china ‘i medda. (La vita è come la scala del pollaio: è corta e piena di merda)

Li guai di la pignata li sapi la cucchiara. (I guai della pentola li conosce il cucchiaio)

Munti cù munti non s`incontrunu mai. (I monti non s’incontrano mai con altri monti)

Li megghiu sciarri su’ chi parenti. (Le liti più grandi sono tra parenti)

Cummannari è megghiu ri futtiri. (Comandare è meglio di fottere)

Lu Signuri duna viscotta a cù nun havi anghi. (Dio dona biscotti a chi non ha i denti)

Si vo’ passari la vita cuntenti, statti luntanu di li parenti. (Se vuoi stare sereno, stai lontano dai parenti)

Detto siciliano

Cu accatta abbisogna di cent’occhi; cu vinni d’unu sulu. (Chi compra ha bisogno di cento occhi; chi vende di uno soltanto)

Cu’ bedda voli appariri, tanti guai havi a patiri. (Chi bella vuole apparire, tante sofferenze deve subire)

Dio ti scansi di lu malu vicinu, e di principianti di viulinu. (Dio ci liberi del cattivo vicino, e del suonatore principante di violino)

Li difetti de la zita s’ammuccianu cu la doti. (I difetti della fidanzata si nascondono con la dote)

Cu fa credenza senza aviri pignu perdi la roba l’amicu e lu ‘ngegnu. (Chi presta senza avere un pegno perde sia il prestito che l’amico)

Di lu nemicu, ‘un pigghiari consigghiu. (Dal nemico, non prendere consigli)

‘A vucca è quantu n’aneddu si mangia turri, palazzu e casteddu. (La bocca ha un piccolo diametro ma per golosità può sprecare tutto ciò che possiedi)

Amuri nun senti cunsigghi. (Amore non sente consigli)

A lupu vecchiu, nun si ‘nzigna la tana. (A vecchio lupo non si insegna la tana)

Attacca lu sceccu unni voli u patruni. (Lega l’asino dove vuole il padrone)

Cu lu vinnri e lu cumprari, nun c’è amici nè cumpari. (Con il vendere e il comprare, non ci sono amici né compari)

Amicu cu tutti e fidili cu nuddu. (Amico con tutti, fedele con nessuno)

Fa’ beni e scordatillu, fà mali e pensaci. (Fai del bene e dimenticalo, fai del male e ricordalo)

Cu si marita sta cuntentu un jornu cu ammazza ‘n porcu sta cuntentu un annu. (Chi si sposa è felice un giorno, chi ammazza un maiale è felice un anno)

L’amuri e comu lu citrolu comincia duci e poi finisci amaru. (L’amore è come il cetriolo, comincia dolce e finisce amaro)

Si voi campari ‘mpaci, ascuta, varda e taci. (Se vuoi campare in pace, ascolta, guarda e taci)

Cui tempu aspetta, tempu perdi. (Chi tempo aspetta, perde tempo)

Cu’ arrobba pri manciari, nun fa piccatu. (Chi ruba per mangiare, non fa peccato)

Libbirtati e saluti cui ha, è riccu e nun lu sa. (Chi ha salute e libertà, è ricco e non lo sa)

Servu d`autru si fa cu dici i sigretu ca sapi. (Chi racconta i propri segreti si fa servo degli altri)

Cu lassa a vecchia ppà nova peggiu s’attrova. (Chi lascia la vecchia per la nuova peggio trova)

Cu pava prima, mangia pisci fitusu. (Chi paga prima, mangia pesce marcio)

Dissi ‘ u vermi a nuci: dammi tempu cca’ ti spirtusu. (Disse il verme alla noce: dammi tempo che ti buco)

Cu spatti avi a megghiu parti. (Chi divide ha la parte migliore)

Cu sputa ‘ncelu ‘nfacci ci tonna. (Chi sputa in cielo, in faccia gli ritorna)

Cu’ pecura si fa, lupu su’ mancia. (Chi pecora diventa, viene mangiato dal lupo)

Cchiu scuru di menzannotti nun po fari. (Più buio di mezzanotte non può fare)

Dui su` i putenti, cu avi assai e cu non avi nenti. (Due sono i potenti, chi ha tanto e chi non ha niente)

Cu du’ vucchi vo basari l’una o l’altra hav’a lassari. (Chi vuole baciare due bocche deve lasciar o l’una o l’altra)

Cu avi lingua arriva a Roma. (Chi ha lingua arriva a Roma)

Detto siciliano

Nuddu si pigghia si non si rassumigghia. (Le persone si scelgono perchè si somigliano)

Zoccu ora si schifia veni lu tempu ca si ddisia. (Quello che adesso si disprezza un giorno sarà desiderato)

La donna, lu ventu e la vintura pocu dura. (La donna, il vento e la sorte poco durano)

Acqua ca duna a tanti vadduni a mari non ci n’arriva. (Acqua che va in tanti torrenti non arriva al mare)

A lavari la testa a lu sceccu si perdi acqua, sapuni e tempu. (A lavare la testa all’asino si perde acqua, sapone e tempo)

Quannu tu manci chiuditi la porta e quannu parri votiti d’arreri. (Quando mangi chiudi la porta, quando parli guardati alle spalle)

A lu stru di cannula, non pigghiari ne fimmina, ne tila. (Con poca luce non scegliere ne moglie ne stoffa)

U curnutu e canusciutu sulu ‘o so paisi, u cretini unni và và. (Il cornuto è conosciuto solo al suo paese il cretino ovunque va)

Non si può mungiri a petra pi nesciri sugu. (Non si può mungere la pietra ed aspettare che esca il succo)

Prima di fari un passu, assicurati di putiri fari l’autru. (Prima di fare un passo assicurati di poterne fare un altro)

La bona fimmina fa la casa, la pazza la sdirrubba. (La donna buona fa la casa, la pazza la distrugge)

Quannu u diavulu t`alliscia voli l`arma. (Quando il diavolo ti adula vuole l`anima)

I picciuli sunnu nta vucca di tutti e nta sacchetta di nuddu. (I soldi sono sulla bocca di tutti e nella tasca di nessuno)

‘I fìmmini quarchi vota dìcinu ‘u veru, ma nun lu dìcinu nteru. (Le donne qualche volta dicono il vero, ma non lo dicono per intero)

Lu sazio nun cridi a lu dijunu. (Chi è sazio non crede al digiuno)

‘si servi du patruni un si servu bonu ‘né p’unu, ‘né pi l’autru’. (Se servi due padroni, non sarai un buon servo né per uno, né per l’altro)

Bona maritata senza soggira e cugnata. (Una donna è ben sposata se non ha suocera e cognata)

Quannu la furtuna vota ogni amicu s’alluntana. (Quando la fortuna volta le spalle, tutti gli amici si allontanano)

Quannu l’amuri voli, trova locu. (Quando l’amore vuole, trova come fare)

Tutti i cunsigghi pìgghia, ma u to nun u lassari. (Ascolta tutti i consigli, ma non abbandonare la tua idea)

Di quattru cosi nun t’ha fidari: Sirinitati di nvernu e nuvuli di stati, chiantu di fimmina e caritati di frati. (Di quattro cose non ti fidare: sereno d’inverno e nuvole d’estate, pianto di donna e carità di frate)

Proverbi cinesi

Proverbi cinesi

La nostra carrellata di proverbi continua con i proverbi cinesi più famosi, questi vanno dai proverbi più comuni, quelli che si sentono declamare, da giovani e meno giovani, ogni giorno a quelli quasi sconosciuti ma che non hanno nulla da invidiare ai primi.

I proverbi cinesi sono raccolti rigorosamente in ordine alfabetico, tra questi sono presenti anche alcune “immagini proverbi “:

A essere giovani s’impara da vecchi.

A molti pensieri seguano poche parole.

Anche un coniglio intrappolato è pronto a lottare.

Ascolti e dimentichi, vedi e ricordi, fai e sai.

Buoni genitori e una verga di bambù fanno crescere dei buoni figli.

Capello di donna lega l’elefante.

Che gli uccelli dell’ansia e della preoccupazione volino sulla vostra testa, non potete impedirlo; ma potete evitare che vi costruiscano un nido.

Che le parole siano come le perle: rare e preziose.

Chi non ha apprezzato il suo maestro nè la sua lezione, un giorno sarà forse colto, ma non sarà mai saggio.

Chi pianta alberi sappia che altri ne godranno l’ombra.

Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita.

Chiamar le cose con il loro nome è l’inizio della saggezza.

Colpisci te stesso prima, per capire il dolore che daresti.

Colui che conosce gli altri è sapiente; colui che conosce se’ stesso è illuminato; colui che vince un altro è potente; colui che vince se’ stesso è veramente forte.

Consulta il padre quando è ancora vivo, consulta il suo esempio quando non c’è più.

Da come tasta il polso si vede il buon medico.

Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.

D’inverno, quando non serve l’ombra, l’albero perde le foglie.

Dio ci ha dato due orecchie ed una sola bocca per ascoltare almeno il doppio di quanto diciamo.

È stolto colui che si ostina ad occupare un posto che sa di non meritare.

Detto cinese

È virtuoso l’uomo che ha e sa dare, forse lo è di più chi non ha e sa non chiedere.

Essere fraintesi è un attimo. Essere capiti… non basta una vita. (Proverbio cinese)

Finché nessuno la insidia la donna sarà fedele.

I falsi amici sono come quei commensali che si alzano quando la tavola è vuota.

I piccoli mali sono le sorgenti del nostro dolore. Gli uomini non inciampano nelle montagne ma sulle pietre.

Il gatto desidera i pesci, ma non vuol bagnarsi le zampe.

Il medico è come il tetto che garantisce dalla pioggia, ma non dal fulmine.

Il miserabile pensa una volta, l’uomo probo pensa due volte. Nessuno di loro pensa a sufficienza.

Il nemico del tuo nemico è tuo amico.

Il passo di chi sa camminare non lascia traccia.

Il ramo assomiglia al tronco.

Il segreto per mantenere l’amore di una donna è dare tutto sé stesso ma un poco alla volta.

Il vaso vale per ciò che può contenere.

In compagnia di un buon amico mille bicchieri di vino e mille parole non bastano, ma davanti a un nemico mezza frase è fin troppo.

In tre occasioni l’uomo rivela la sua natura: quando la sua mente cede all’ira, quando il suo corpo è piegato dal vino e quando deve mettere mano alla borsa.

La calunnia non distrugge l’uomo onesto, poiché passata l’inondazione la pietra riappare.

La cerimonia è il fumo dell’amicizia.

La donna fragile è la donna più forte.

La felicità è come un raggio di sole che qualsiasi ombra nasconde, mentre le avversità sono come le piogge di primavera.

La figlia di una buona madre è la madre di una buona figlia. (Proverbio cinese)

La giustizia degli uomini è simile alla tela del ragno: il calabrone può passare ma il moscerino si impiglia.

La goccia d’acqua del fiume non si chiede quanto sia utile la sua esistenza. Essa è il fiume.

Proverbio antico

La luna e la donna hanno molte facce da mostrare.

La madre può più degli dei.

La pazienza è potere: con il tempo e la pazienza, il gelso si tramuta in seta.

La strada dell’amore comincia dagli occhi e finisce nella noia.

L’amore è come la luna: se non cresce, cala.

L’Amore è la chiave principale che apre tutte le porte dell’impossibile.

Le magie, le false dottrine e le donne sono le catene dell’uomo.

L’erba della bontà, che nasce con l’abbondanza, con la carestia diventa gramigna.

L’inchiostro più sbiadito è migliore della memoria migliore.

L’invidia è come un granello di sabbia: piccolo eppure in grado di accecare.

Lo sciocco ha mille certezze, il saggio non ne ha alcuna.

Lo sciocco non perdona e non dimentica. L’ingenuo perdona e dimentica. Il saggio perdona ma non dimentica.

L’uomo che fa il male e ne ha vergogna ha nell’anima la possibilità di redimersi. L’uomo che fa il bene e vuol farlo sapere a tutti ha nell’anima la possibilità di perdersi.

L’uomo che ha sposato una buona donna sarà felice.

L’uomo che ha troppe parole, spesso non ha alcuna certezza.

L’uomo che non conosce la tristezza non ha mai pensieri profondi.

L’uomo che riesce a vedere le cose piccole ha la vista limpida e il cuore sereno.

L’uomo che sa ben parlare non vale quello che sa ascoltare con attenzione.

L’uomo è una barca, la vita è la sua scia e quando scende la notte non rimane traccia.

L’uomo mediocre è soddisfatto se pensa come tutti, l’uomo savio è soddisfatto se pensa come pochi. Il vero uomo è soddisfatto se pensa come se’ stesso.

Meglio una cosa vista che cento ascoltate.

Nella bocca chiusa non entrano mosche.

Non basta un giorno di freddo per gelare un fiume profondo.

Non c’è gioia più grande che trovare nuovi amici, non c’è dolore più grande che separarsi dai vecchi amici.

Non si parli dei propri successi a chi non è riuscito. Non si dimentichino mai le sofferenze e i fallimenti quando si arriva al successo.

Non si può pulire la gemma senza smeriglio, né perfezionare l’uomo senza metterlo alla prova.

Non siate ingordi di avventure se non sapete affrontare le sventure.

Invidia

Non temere che il tuo cavallo scappi. Se ti appartiene ritornerà. E se non tornerà, è perché non è mai stato tuo.

Non usare un’accetta per togliere una mosca dalla fronte del tuo amico.

Più si giudica la propria donna e meno la si ama.

Più si ha coscienza, meno si è ricchi; meno si ha coscienza e più si è ricchi.

Puoi accompagnare un amico sulla sua strada per migliaia di miglia, ma è inevitabile che un giorno le vostre strade si separino.

Quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito.

Quando la gente è in salute il medico si ammala.

Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento. (Proverbio cinese)

Quando una donna ha indole di bambina e istinto materno sarà una buona moglie.

Ricorda sempre di non bere mai più di quanto tu possa caricarti sulle spalle.

Se hai un figlio virtuoso non hai bisogno di avere troppi soldi, perché il figlio ti basta; se tuo figlio è un mascalzone, perché preoccuparsi di dargli dei soldi?

Se le vostre parole non sono migliori del silenzio, dovreste restare zitti.

Se litighi con un ubriaco, ricordati che offendi un assente.

Se non esistessero gli stupidi non si distinguerebbero i saggi.

Se sei in viaggio, non preoccuparti della distanza, ma della meta… se ti siedi a un banchetto, non guardare alla quantità, ma alla qualità dei piatti che ti vengono serviti.

Se vuoi smettere di bere osserva attentamente, da sobrio, il comportamento di un ubriaco.

Semina pensieri e mieterai azioni, semina azioni e mieterai abitudini, semina abitudini e mieterai un destino.

Si succedono le stagioni, il sole alla luna, la semina al raccolto. Ma solo i grandi saggi e gli stupidi non cambiano mai.

Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico.

Un figlio saggio è l’orgoglio del padre, un figlio stolto dolore della madre.

Un uomo saggio disse una volta: “Quando arrivi all’ultima pagina, chiudi il libro.”

Un uomo troppo buono è come un muro di sola terra.

Una famiglia unita è sempre più numerosa di una famiglia divisa.

Proverbi dal Mondo

Cadi sette volte, rialzati otto volte. (Proverbio giapponese)

Dio non poteva essere dappertutto, così ha creato le madri. (Proverbio ebraico)

Non arrenderti. Rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo. (Proverbio arabo)

Ogni coleottero è una gazzella agli occhi di sua madre. (Proverbio arabo)

Sono come la pianta che cresce sulla nuda roccia: quanto più mi sferza il vento tanto più affondo le mie radici. (Proverbio Indiano)

Sui cadaveri dei leoni festeggiano i cani credendo di aver vinto. Ma i leoni rimangono leoni e i cani rimangono cani. (Proverbio arabo)

Un bambino senza una madre è un fiore senza la pioggia. (Proverbio indiano)

Una vita senza amore è come un anno senza estate. (Proverbio svedese)

Proverbi latini

Proverbi latini

La nostra carrellata di proverbi continua con i proverbi latini più famosi, questi vanno dai proverbi più comuni, quelli che si sentono declamare, da giovani e meno giovani, ogni giorno a quelli quasi sconosciuti ma che non hanno nulla da invidiare ai primi.

I proverbi latini sono raccolti rigorosamente in ordine alfabetico, tra questi sono presenti anche alcune “immagini proverbi “:

Amantis ius iurandum poenam non habet. (Il giuramento dell’innamorato non si può punire.)

Amor tussique non celatur. (L’amore e la tosse non si possono nascondere.)

Homo faber fortunae suae (Ognuno è fabbro della sua fortuna. (Appio Claudio Cieco))

Melius est abundare quam deficere (Meglio abbondare che scarseggiare)

Si vis pacempara bellum (Se vuoi la pace, prepara la guerra.)

Tot capita, tot sententiae. (Quante teste tanti pareri).

Cogito ergo sum. (Penso dunque sono. (Cartesio))

De gustibus non est disputandum. (Sui gusti non si discute.)

Detto latino

Gutta cavat lapidem. (La goccia scava la pietra.)

In medio stat virtus. (La virtù sta nel mezzo. (Orazio))

Panem et circenses. (Pane e giochi [per distrarre il popolo]. (Giovenale, X 81))

Qui gladio ferit gladio perit. (Chi di spada ferisce di spada perisce.)

Quod non potest diabolus mulier evincit. (Ciò che non può il diavolo, l’ottiene la donna. (proverbio medievale))

Similes cum similibus congregantur. (I simili si accompagnano con i loro simili.)

Tot capita, tot sententiae. (Quante teste tanti pareri.)

Proverbi biblici

Proverbi biblici

La nostra carrellata di proverbi continua con i proverbi biblici più famosi, questi vanno dai proverbi più comuni, quelli che si sentono declamare, da giovani e meno giovani, ogni giorno a quelli quasi sconosciuti ma che non hanno nulla da invidiare ai primi.

I proverbi biblici sono raccolti in ordine sparso:

È più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio.

Meglio incontrare un’orsa privata dei figli che uno stolto in preda alla follia.

È molto meglio possedere la sapienza che l’oro, il possesso dell’intelligenza è preferibile all’argento.

Con la bocca l’empio rovina il suo prossimo, ma i giusti si salvano con la scienza.

Chi disprezza il suo prossimo è privo di senno, l’uomo prudente invece tace.

Il povero è odioso anche al suo amico, numerosi sono gli amici del ricco.

I saggi fanno tesoro della scienza, ma la bocca dello stolto è un pericolo imminente.

È piacevole all’uomo il pane procurato con frode, ma poi la sua bocca sarà piena di granelli di sabbia.

Va’ con i saggi e saggio diventerai, chi pratica gli stolti ne subirà danno.

La sapienza di una massaia costruisce la casa, la stoltezza la demolisce con le mani.

Non parlare agli orecchi di uno stolto, perché egli disprezzerà le tue sagge parole.

Chi chiude un occhio causa dolore, chi riprende a viso aperto procura pace.

L’accorto agisce sempre con riflessione, lo stolto mette in mostra la stoltezza.

Anche lo stolto, se tace, passa per saggio e, se tien chiuse le labbra, per intelligente.

Proverbio del giorno

Per finire abbiamo raccolto alcuni proverbi del giorno che fanno riferimento, più o meno esplicito, ad uno dei giorni della settimana:

Lunedì

Prigione e malattia chiedono compagnia

Martedì

Di marti nè si spusa nè si parti. (Di martedì né si sposa né si parte) Proverbio siciliano

Mercoledì

Chiddu ca non s’è fattu tra mercuri e giovi, non si farà tra venniri e sabatu. (Quello che non è stato fatto fra Mercoledì e Giovedì difficilmente verrà fatto fra Venerdi e Sabato) Proverbio siciliano

Giovedì

Chi ti loda in presenza, ti biasima in assenza

Venerdì

Matrimonio all’improvviso o inferno o paradiso

Sabato

Nun c’è sabitu senza suli e nun c’è fimmina senza amuri. (Non c’è sabato senza sole e non c’è donna senza amore) Proverbio siciliano

Domenica

A ciascuno sembrano belle solo le sue frittelle

Mesi e proverbi famosi

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